LA CERIMONIA DEL TE’ GIAPPONESE

                                                                                               

Nell’antico Giappone Imperiale La Cerimonia del Tè era qualcosa di piu’ di un insieme di movimenti e regole precise, era un rito filosofico, grazie ad essa ci si poteva fermare contornati da uno splendido giardino o dentro ad una stanza accuratamente decorata con quadri e fiori e si “potevano dimenticare i rumori mondo” (Tien Yiheong), liberare la mente da angosce e preoccupazioni in un luogo quieto e sereno.

Il silenzio, regola rigorosamente seguita durante la cerimonia, permette di immergersi nella natura osservando ed ascoltando tutto cio’ che ci circonda. I movimenti lenti, precisi e metodici permettono di riprendere il controllo del proprio io permettendo alla mente di concentrarsi sulla meditazione e liberare lo spirito dai fardelli quotidiani. Il Tè era quindi diventata la bevanda della quiete, dell’armonia, della concentrazione.

Era consuetudine da parte dei Samurai svolgere questa Cerimonia prima delle battaglie, proprio per placare la mente, le angosce e le paure, per raggiungere uno stato di consapevolezza tale da farli diventare i guerrieri piu’ temibili e coraggiosi dell’epoca.

Il maggior esponente di questo Rituale fu il monaco Zen Sen-NO-Rikyu (1522-1591) maestro di Tè dello Shogun Oda Nobunaga (1534-1582), questo fu anche il periodo di diffuzione della cerimonia del Tè presso la casta dei Samurai. Il maestro Rikyu riformo’ e divulgo’ la cerimonia e la cultura del Tè innalzandola ad una forma d’arte spirituale, da lui stesso riassunta nella parole “Armonia, Rispetto, Purezza e Tranquillita’”

Ancora oggi migliaia di persone ripetono nella cerimonia del Tè i gesti fissati dal maestro Rikyu piu’ di quattro secoli fa perpetrando una storia che si snoda nel tempo.